patto generazionale (44)

Le fasi del processo decisionale

Articolo scritto da Diego Giuseppe Ianni, Junior Project Marketing Manager.

Un processo decisionale non è altro che la somma delle fasi che iniziano con un input, tendenzialmente un stimolo esterno, e finiscono con un output, un comportamento da intraprendere. Cosa succede durante queste fasi? Quali sono gli elementi che determinano l’output?

Le emozioni si attivano più velocemente del sistema cognitivo. Il cervello umano genera e processa emozioni in un decimo di secondo (100 millisecondi), più veloce dell’attivazione del sistema cognitivo che ha bisogno di 180 millisecondi. (Decety & Cacioppo, 2012). We feel before we think. Il processo decisionale basato sulle emozioni e sull’istinto è veloce e subconscio, ci permette di prendere decisioni senza andare alla ricerca di ulteriori informazioni, prove o dati. Infatti, un aspetto interessante di quello che succede nella nostra mente durante questo caos è che: quando ci chiedono di spiegare le nostre decisioni, il nostro cervello genera solo una post spiegazione ad hoc la quale:

sono tutti basati su ciò crea nella nostra coscienza, ma la realtà è che le azioni e le sensazioni avvengono prima che ne siamo coscientemente consapevoli – e la maggior parte di loro sono il risultato di processi inconsci, i quali non avranno mai una reale spiegazione. (Gazzaniga, 2011, pp. 77-78).

Questo non significa che il nostro sistema due (Kahneman), o meglio, la nostra ragione non influisca sull’output. Infatti, c’è da precisare che il sistema emozionale e quello cognitivo sono interconessi, non vi sono prove scientifiche di una netta dicotomia tra emozione e cognizione. (Damasio, 1994). Quindi, possiamo dire che le decisione siano influenzate sia dalle nostre emozioni sia dalla nostra ragione.

Secondo la letteratura neuroscientifica, ci sono due fasi nel meccanismo neurale del processo decisionale: la fase di valutazione e la fase di scelta. Durante la prima, il cervello umano produce un valore soggettivo di ciascuna opzione. Per fare ciò, il nostro cervello integra varie componenti di ciascuna opzione in una singola scala di valori soggettivi (Kable & Glimcher, 2009). Il valore soggettivo di ciascuna opzione è codificato da molti componenti: la ricompensa (ad es. Che cosa e quanto premio offre l’opzione?), probabilità (ad esempio, come è probabile che ottenga la ricompensa? Quanto rischio sono disposto a correre?), sforzo e costo (ad esempio, quanto impegno è necessario per ottenere la ricompensa? Quanto tempo sono disposto ad aspettare la ricompensa?), contesti (ad es. privazione del sonno, tempo vincolo e stress psicologico) e le preferenze (Gazzaniga et al., 2013).

Quasi ogni decisione umana comprende almeno 1 delle 3 preferenze: preferenza al rischio (preferenza per l’avversione al rischio o ricerca del rischio), preferenza sociale (preferenza per beneficiare o ignorare gli altri), preferenza temporale (preferenza per una ricompensa immediata più piccola qui e ora o una maggiore ricompensa ritardata lì e dopo). Le aree cerebrali coinvolte durante la valutazione delle preferenze sono le stesse che processano sia le emozioni sia la cognizioni. Perciò, non c’è una parte del cervello che “lavora” solo le emozioni o una parte che “lavora” solo la ragione. (La parte interessante è che le emozioni, durante la fase di valutazione, sono prevedibili, ma di questo ne parleremo in un altro articolo). Durante la seconda fase, quella di scelta, il nostro cervello selezionerà l’opzione a cui ha assegnato un punteggio più alto e adotterà il “winner-take-all approach” dopodichè manderà dei comandi motori ai muscoli per eseguire la decisione attraverso il comportamento.


Bibliografia

Decety, J., & Cacioppo, S. (2012). The speed of morality: A high-density electrical neuroimaging study. Journal of Neurophysiology, 108(11), 3068–3072.

Gazzaniga, M. (2011). Who’s in charge? Free will and the science of the brain.HarperCollins.

Damasio, A. R. (1994). Descartes’ error: Emotion, reason, and the human brain. Putnam.

Kable, J. W., & Glimcher, P. W. (2009). The neurobiology of decision: Consensus and controversy. Neuron, 63(6), 733–745.

Gazzaniga, M. S., Ivry, R. B., & Mangun, G. R. (2013). Cognitive neuroscience: The biology of the mind (4th ed.). W. W. Norton.

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