patto generazionale (57)

Political trust, la fiducia dei singoli nei confronti delle istituzioni

Articolo scritto da Marika Fasola, studentessa, M.Sc in economics presso Università Cattolica del Sacro Cuore

Il seguente articolo riporta i dati mondiali, europei ed italiani in riferimento al political trust, inoltre si pone l’obiettivo di definire i fattori che influenzano la fiducia sistemica in Italia.

Un sentimento diffuso di fiducia verso le istituzioni favorisce la cooperazione e la coesione sociale, oltre a consentire una maggiore efficienza ed efficacia delle politiche pubbliche.

È quindi chiaro quanto questo sia importante al fine di facilitare l’azione dello Stato, specialmente in periodi particolarmente problematici come quello attuale. Un cittadino fiducioso sarà più propenso a seguire direttive ed appoggiare le decisioni prese.

Confronto internazionale

Per avere uno sguardo d’insieme si può far riferimento all’Edelman Trust Barometer, uno studio internazionale che si concentra sulla considerazione che i singoli hanno di imprese, governi, ONG e media.

Nel seguente grafico viene riportato il livello di fiducia che i cittadini dei vari stati pongono nei rispettivi governi.

Notiamo come, in media, i soggetti siano neutrali e in Italia si registri un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2020.

Nonostante questo, la considerazione che i singoli hanno dei governi non è ottima, infatti, messi a confronto con NGO, media e imprese, vengono considerati i meno etici e competenti.[1]

Riuscire a costruire un sentimento di fiducia sistemica è complesso.

Il primo ostacolo è costituito dalla distanza tra le istituzioni ed il singolo, amplificata dalla scarsa capacità di controllo che detiene quest’ultimo: spesso per svolgere un’analisi sul buon funzionamento del sistema sono necessarie delle competenze specifiche ed una conoscenza esperta, che potrebbe mancare al soggetto medio. Leader politici carismatici e vicini al popolo possono rispondere più facilmente al bisogno di sicurezza dei cittadini, garantendosi la loro fiducia.[2]

Sentimento di sfiducia diffusa, Italia ed Europa

Ancor più lontana della politica nazionale è quella europea.

Secondo lo “Standard Eurobarometer 93” (periodo di riferimento: estate 2020), la fiducia nell’Unione Europea è stabile e più elevata sia di quella riposta nei governi che nei parlamenti nazionali.

Purtroppo l’Italia si aggiudica l’ultimo posto poiché solo il 28% degli intervistati dice di fidarsi dell’UE, contro una media europea del 43%.[3]

Il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni dipende da una moltitudine di fattori: status degli individui, rete e contesto sociale e, ovviamente, la trasparenza e l’efficienza delle istituzioni.

Al contrario, fenomeni quali corruzione, discrezionalità delle regole, inefficienza e instabilità agiscono negativamente su questo delicato rapporto.

Nel seguente grafico, riportante i dati Istat dal 2012 al 2016, è indicato l’andamento del punteggio medio di fiducia, in una scala da 1 a 10, espresso dalle persone maggiori di 14 anni.[4]

Osservando i dati è possibile constatare la presenza di una crisi di fiducia dei cittadini abbastanza accentuata, testimoniata dal fatto che soltanto forze dell’ordine e vigili del fuoco superano la sufficienza.

Fattori determinanti

Diamo uno sguardo ai fattori che potrebbero aver portato a questo sentimento di sfiducia diffusa. (dati di riferimento: studio Istat 2016)

Innanzitutto si è notato come la considerazione che si ha del prossimo possa modificare la concezione che l’individuo ha del sistema. In Italia non esiste una forte fiducia reciproca (18,4% per le donne e 21,1% per gli uomini) e questo dipende principalmente dal contesto sociale, che, quando caratterizzato da alti tassi di criminalità (il 39,3% delle persone vive in famiglie che dichiarano a rischio criminalità la zona in cui vivono), può portare ad un sentimento di insicurezza diffusa (il 34% della popolazione si sente poco o per niente sicuro camminando da solo per strada la sera) e quindi di sfiducia.

Questo studio Istat ha esaminato le relazioni tra:

– livello di vivibilità del territorio (e.g. traffico, inquinamento, aree verdi, presenza di degrado);

– rapporto quotidiano dei cittadini con alcuni servizi (e.g. posta e trasporti);

– livelli di fiducia nei confronti delle Istituzioni.

Si è osservata una forte relazione tra il livello di vivibilità della zona in cui si vive, la qualità dei servizi pubblici e la fiducia verso le istituzioni ritenute responsabili di fornitura e gestione dei servizi. Il territorio spiega molto della percezione delle istituzioni, considerando anche aspetti legati alla situazione sociale, al grado di coesione e alle condizioni più generali di vita a livello locale. [5]

Oltre ai fattori sociali e territoriali, la situazione prolungata di scarsa crescita economica, insieme alla precarietà e all’instabilità, possono avere un impatto negativo sulla fiducia dei cittadini.

In un clima come quello attuale, caratterizzato da incertezza e caos, è necessario che la politica si dimostri vicina ai cittadini, sicura e stabile, al fine di rafforzare la fiducia sistemica e permettere una migliore gestione della crisi attuale e futura.

L’ennesima crisi di governo, e la conseguente instabilità dell’esecutivo, potrebbe portare ad un’incrinatura della percezione che i cittadini hanno delle istituzioni e della politica, allo stesso modo un intervento deciso e unanime, un leader influente ed ampiamente riconosciuto, potrebbe essere in grado migliorarla ma, come abbiamo visto, è fondamentale che si attuino delle azioni concrete e vicine ai cittadini.


[1] Edelman Trust Barometer 2021

[2] Fonte: Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/fiducia_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

[3] Standard Eurobarometer 93, Summer 2020

[4] Fonte: Istat, Rapporto bes 2016

[5] Fonte: Qualità del contesto di vita e fiducia istituzionale, Emanuela Bologna, ISTAT 2016

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