ESG inflazione

L’impatto delle dinamiche ESG sull’inflazione

-Articolo a cura di @ParticleFinance

A partire dall’inizio del 2021 la maggioranza delle economie globali si sono trovate ad affrontare un crescente aumento del livello di inflazione, causato principalmente dai danni strutturali nel tessuto economico-industriale mondiale, conseguenti al COVID-19. Un ulteriore fattore determinante potrebbe essere rappresentato invece dal graduale adattamento degli stati nazionali ai nuovi standard Environmental, Social and Governance (ESG). Esiste dunque un collegamento tra le policies ESG e l’andamento dell’inflazione?

Figura 1

Nel giugno 2021, il Parlamento e il consiglio europeo hanno approvato la modifica dei regolamenti (CE) n. 401/2009 e (UE) 2018/1999, con l’obiettivo di ridurre l’emissione dei gas ad effetto serra per il 2030 (riduzione del 55% rispetto al 1990), per il 2040 e per il 2050. A questo scopo, le imprese hanno incrementato il volume di investimenti dedicati al rinnovamento e all’adattamento dei processi produttivi, con conseguente aumento delle spese di capitale. Quest’ultime vengono compensate tipicamente da un rincaro dei prodotti venduti, con il rischio che esso sia anelastico nel tempo ed all’innovazione. Al contrario, gli investimenti relativi a combustibili fossili e derivati si sono ridotti negli ultimi cinque anni, tendenza che è prevista persistere nel periodo a venire (International Energy Agency (IEA) report “Net zero by 2050”). La conseguenza diretta di questo processo è l’impatto sui prezzi delle materie prime: l’offerta dei produttori di idrocarburi raffinati infatti diminuisce, come causa del mancato incremento della capacità produttiva, portando ad una riduzione dell’offerta ed un aumento dei prezzi. Dall’allentamento delle restrizioni di aprile-maggio 2021 inoltre, l’economia ha mostrato segni di ripresa globale, con un ulteriore incremento della domanda di prodotti e lo scarso adeguamento dell’offerta, ancorata al periodo di crisi precedente. Ciò ha provocato un aumento dei prezzi delle commodities tra cui il petrolio, che come mostrato in Figura 1, è fortemente correlato con l’andamento dell’inflazione in Europa.

Un discorso analogo può essere sviluppato per quanto riguarda le materie prime necessarie per la transizione ecologica. In particolare, i materiali per la produzione di auto elettriche quali nichel, rame e cobalto, hanno visto negli ultimi anni una forte impennata nella domanda, causata dalle necessità di produzione delle aziende automobilistiche focalizzate sull’elettrico. L’offerta ad oggi rimane invece limitata a causa del lento sviluppo dei processi produttivi in questa direzione. Ciò comporta un naturale aumento dei prezzi che si prevede persistere nel lungo periodo, in quanto la transizione verso la mobilità sostenibile è attualmente un focus importante a livello globale. La domanda di batterie elettriche è prevista infatti in aumento da 300 GWh a 1.7 TWh entro il 2025 (stime di Rystad Research). 

Un ulteriore importante aspetto da considerare è il fatto che i materiali necessari per la produzione di batterie sono estratti per la maggior parte in paesi in via di sviluppo quali, Indonesia, Filippine e molti stati africani. L’adattamento ai nuovi standard sociali e lavorativi previsto per il futuro colpirà in particolare i paesi sopra citati, a causa delle attuali condizioni di lavoro; ciò potrebbe comportare un ulteriore aumento dei costi di adattamento alle policies sociali delle imprese, riflettendosi nuovamente sul prezzo finale dei prodotti. La medesima tesi è riferibile anche alla Cina, paese ad alta estrazione di materie prime legate allo sviluppo sostenibile, pur non essendo considerata paese in via di sviluppo. Questo effetto è attualmente già visibile nella maggior parte dei paesi occidentali, in particolare sui salari dei lavoratori. Secondo un’indagine dell’US Bureau of Labor Statistics infatti, tra il secondo trimestre 2020 e il secondo trimestre 2021 i salari degli impiegati nei servizi pubblici, nella produzione, nei trasporti e nel management sono aumentati in media del 4% (Figura 2).

Figura 2

Ciò è dovuto essenzialmente all’adeguamento alle policies sociali stabilite da governi e organizzazioni sovranazionali. Per quanto riguarda l’Europa, Il 5 marzo 2020 la Commissione europea ha adottato la strategia per la parità di genere 2020-2025, che definisce un quadro ambizioso per i prossimi cinque anni per la promozione della parità di genere in Europa e nel resto del mondo. Nel marzo 2021, tra i primi obiettivi della strategia, la Commissione ha proposto misure vincolanti sulla trasparenza retributiva. Ha presentato inoltre una proposta di direttiva che mira a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra donne e uomini, per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, attraverso la trasparenza salariale e i meccanismi esecutivi.

Sul lato governance, le aziende stanno affrontando richieste crescenti di rendicontazione, sia da parte dei governi che dagli stakeholders. Di conseguenza, esse dovranno dedicare maggiori risorse indirizzate verso le nuove assunzioni e il rafforzamento dei comitati di responsabilità sociale d’impresa. La probabilità di un incremento nella regolamentazione, inoltre, sembra essere concreta per i prossimi anni e impatterebbe ulteriormente sui costi di produttività. Allo stesso modo, le aziende che adottano nuove tecnologie e processi per migliorare la loro sostenibilità a lungo termine, potrebbero essere soggette a inefficienze di breve termine.

In conclusione, l’impatto delle dinamiche ESG sull’inflazione è attualmente presente ed è previsto in crescita, parallelamente alla transizione ecologica. In particolare, le aree più sensibili risultano essere il mercato delle commodities e la governance aziendale.

Sources:

https://russellinvestments.com/nz/blog/esg-investing-commodities-outlook

https://www.zerohedge.com/markets/why-one-bank-thinks-esg-could-trigger-hyperinflation?s=03

https://www.forbes.com/sites/stevendesmyter/2021/03/25/the-greenflation-that-markets-should-learn-to-love/

https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2021/06/28/council-adopts-european-climate-law/

https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/59/parita-tra-uomini-e-donne

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