patto generazionale (32)

Export, tra rischi ed opportunità

-Scritto da Giacomo Gravino, dottore magistrale in Economia e Commercio, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”

Chi non conosce il “made in Italy” nel mondo?

L’Export di beni e servizi è infatti, una leva di sviluppo commerciale non indifferente per le imprese italiane, che possono cogliere, tramite la digitalizzazione e l’e-commerce, l’opportunità di creare nuove fonti di guadagno in modo più rapido.

Spesso manca però alle nostre imprese, che sono per la grande maggioranza PMI, una figura tecnica per la gestione degli affari esteri come ad esempio un TEM (temporary export manager) oppure un export sales executive.

Proprio in questi giorni è stato aperto un sito governativo expo.gov dove è possibile formarsi e cogliere varie opportunità per il commercio estero, anche grazie a ICE (istituto del commercio estero) e SACE-SIMEST (societa’ italiana per le imprese all’estero simest spa) che assicurano il credito anche per il commercio estero.

Per far comprendere meglio l’importanza dell’export in Italia, il Rapporto annuale sull’export di Sace vede ancora una volta confermato il ruolo cruciale dei mercati esteri per l’economia nazionale, quale tratto distintivo del fare impresa in Italia.

“In un contesto d’inedita avversità, in cui alle incertezze ereditate dal 2019 – Pil e commercio internazionale in rallentamento, escalation protezionistica e instabilità geopolitica – si sono aggiunte nel 2020 le conseguenze della pandemia Covid-19, le esportazioni italiane sono attese in forte contrazione per quest’anno con un -11,3%. Si tratta del ritmo di crescita dell’export più basso dal 2009, anno in cui le nostre vendite oltreconfine avevano registrato un -20,9% e che riporterà le esportazioni italiane intorno ai 422 miliardi di euro, un livello di poco superiore a quello registrato nel 2016. Nonostante la severità dello shock, Sace prevede una ripresa relativamente rapida già dal 2021 per le esportazioni italiane (+9,3%).”[1]

Le opportunità dell’Export

Vediamo rapidamente quali sono i vantaggi principali di esportare all’estero?

Vendere all’estero porta non solo all’obiettivo dell’aumento di fatturato conseguente all’aumento delle vendite, ma anche ad una variegata serie di vantaggi:

  • Aumento del giro d’affari: allargando i mercati di destinazione, si raggiungono nuovi consumatori;
  • Aumento del fatturato: sviluppando nuovi mercati, aumenta il profitto;
  • Diversificazione del rischio d’impresa: diversificando il target finale, sia ha una ripartizione del rischio;
  • Aumento del know-how: interfacciandosi a nuove opportunità commerciali, è necessario sviluppare nuove soluzioni e/o apprendere nuove idee;
  • Sviluppo di nuovi contatti: aprirsi a mercati internazionali contribuisce allo sviluppo di nuovi contatti;
  • Benefici d’immagine: le aziende che esportano avranno conseguentemente una buona referenza per il mercato interno;
  • Benefici interni: le esperienze fatte approcciandosi al mercato estero contribuiscono di riflesso, alla crescita anche sul mercato interno.[2]

I rischi legati all’export

Ma come qualsiasi attività economica che si rispetti, ad una serie di opportunità è presente una relativa moltitudine di rischi, tra cui:

  • Il rischio di credito: ovvero il rischio che il debitore non assolva agli impegni previsti, esso si divide in rischio commerciale (ovvero il pagamento successivo alla fornitura del bene o servizio non viene eseguito) e rischio paese, che è relativo alla normativa, al tasso di trasferibilità e convertibilità del capitale del paese in cui si esporta e al grado di violenza presente nello stesso;[3]
  • Il rischio finanziario: rischio legato alla volatilità degli investimenti, e le perdite potenziali ed essi relative, nel rischio finanziario sono compresi il rischio di cambio (dato dalla variabilità del tasso di cambio della moneta del paese in cui si esporta) tale rischio si riferisce anche al rischio dei tassi di interesse, dove una possibile variazione potrebbe causare addirittura flussi di cassa negativi relativi all’investimento realizzato;
  • Il rischio di mercato: definito dai rischi che possono minare al valore delle attività, influenzato, ovviamente, anche da quelli definiti in precedenza;

Quindi nonostante le opportunità espansive che possono essere offerte dall’attività di esportazione, non mancano fattori di rischio che sono da tener in conto se ci si vuole addentrare in questo mondo. Ecco perché anche nelle piccole realtà aziendali italiane, bisogna affidarsi ai professionisti seri del settore e a tutti gli strumenti governativi messi a disposizione per la tutela di questa attività, che come abbiamo visto, è una delle più rilevanti per il PIL del nostro paese. [4]


[1] https://www.sacesimest.it/

[2] https://ripartirexport.com/vantaggi-export/

[3]https://www.confindustria.ge.it/images/downloads/4509a96573c0f3f4785cc30c890240ec8add2b9f/Benevolo.pdf

[4] per ulteriori informazione invito a consultare i siti di ICE e SACE-SIMEST

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