patto generazionale (1)

Dall’ Italia al mondo, i fattori socio-economici che portano alla globalizzazione del fenomeno mafioso

-Articolo scritto da Marika Fasola, studentessa, M. Sc in economics presso Università Cattolica del Sacro Cuore

Il seguente articolo si pone l’obiettivo di definire, almeno a grandi linee, i fattori che permettono al fenomeno mafioso di ampliarsi anche in territori che non siano quelli di appartenenza. Dopo aver definito l’importanza del territorio e della rete di rapporti e aver mostrato brevemente il grado di diffusione a livello mondiale, verranno elencati i fattori che spingono le mafie ad ampliarsi/spostarsi unitamente alle caratteristiche che un territorio deve avere per permettere la proliferazione delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

IMPORTANZA DEL TERRITORIO E DEL NETWORK

Con il termine mafia, facciamo riferimento ad un tipo di organizzazione criminale specifico. Si caratterizza per i suoi legami con la politica e le istituzioni ma soprattutto per la sua funzione di protezione e controllo di attività economiche specifiche di alcuni settori e luoghi, sostituendosi, per alcuni versi e in alcuni casi, allo Stato.

Come ben noto, il fenomeno mafioso ha un’origine localizzata, strettamente collegata al territorio e alla rete sociale, è proprio quest’ultima che fa nascere rapporti di reciprocità e permette il protrarsi del meccanismo estorsione-protezione.

Il successo della mafia dipende dalla sua capacità di stringere rapporti che vadano anche al di fuori dell’organizzazione stessa, sono infatti le sue innumerevoli connessioni con soggetti di ogni tipo (politici, forze dell’ordine, imprese, altri criminali), che permettono all’organizzazione di svolgere svariate attività e assumere il controllo del territorio. 

Il network creato da queste organizzazioni non è distante da qualsiasi altro, infatti si basa sugli scambi e sulla fiducia, in modo da creare obblighi e favori reciproci. Lo sfruttamento di queste relazioni porta ad un suo continuo ampliamento: ogni soggetto facente parte della rete è un potenziale aggancio per tutti i suoi contatti. 

La forte connessione con il territorio e la fitta rete di contatti costituisce anche una fonte di capitale umano per l’organizzazione. La collaborazione e l’inserimento di nuovi soggetti è spesso favorita da relazioni di solidarietà etnica, politica, religiosa e territoriale, in modo da garantire una forte lealtà dei membri che ne fanno parte. Questo sentimento di solidarietà e senso di appartenenza potrebbe aver semplificato il trapianto delle diverse organizzazioni nel mondo, specialmente nei casi di migrazione di massa ma, come vedremo, non è una condizione di per sé sufficiente allo sviluppo del fenomeno.[i]

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEL FENOMENO

Nonostante il forte attaccamento al territorio e alla tradizione, il fenomeno mafioso è riuscito a resistere nel tempo e, addirittura, ad ampliarsi, mostrando una forte capacità di adattamento anche in contesti molto diversi. 

Uno studio condotto da Transcrime (centro di ricerca interuniversitario sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Università degli Studi di Perugia), tra il 2000 e il 2011, ha evidenziato come le diverse organizzazioni mafiose si siano trapiantate ed agiscano con più o meno densità in gran parte del mondo.

In Europa Cosa Nostra, la ‘Ndrangheta e la Camorra sono presenti principalmente in Germania, Spagna e Paesi Bassi. L’organizzazione criminale pugliese risulta avere maggiori attività in Albania, Grecia e nei Balcani. 

Nel resto del mondo:

  • Cosa Nostra risulta attiva soprattutto in Canada, Colombia e Venezuela; 
  • la ‘Ndrangheta è presente in Australia e Canada e, al pari della mafia siciliana, risulta attiva anche in Sud America, soprattutto in Colombia;
  • la Camorra è collegata con la Cina per lo scambio di merci contraffatte e con Colombia e Venezuela per il traffico di stupefacenti, al pari delle altre organizzazioni criminali.
  • la criminalità pugliese è presente in Cina e Turchia per il traffico di migranti e in Colombia per quello di stupefacenti. [ii]

CONDIZIONI CHE CONSENTONO LA DIFFUSIONE DEL FENOMENO

Facendo riferimento alla letteratura sul tema, specialmente secondo gli studi del sociologo Federico Varese, si è notato come, tendenzialmente, le mafie non programmino strategie per ampliare il loro raggio d’azione ma, piuttosto, si trovino costrette a spostarsi e, solo a quel punto, valutino il luogo più strategico dove trasferirsi.

Le ragioni strategiche che potrebbero incentivare un’organizzazione ad ampliarsi sono:

  • Ricerca di risorse: forza lavoro, equipaggiamenti di vario tipo (armi, tecnologia di spionaggio), passaporti, conti bancari.
  • Ricerca di investimenti: esattamente come un’azienda, le mafie mirano a reinvestire i loro guadagni, nella maggior parte dei casi si tratta di investimenti informali, in contanti e difficili da controllare, per questo i capi potrebbero decidere di spostarsi per monitorare le transazioni.
  • Ricerca di un nuovo mercato: ricordiamo che per la mafia l’attività principale è quella di controllo di un territorio, potrebbe quindi ambire ad appropriarsi di un mercato non ancora sfruttato da altri.

Come detto in precedenza, è molto più comune che dei gruppi siano obbligati a spostarsi, principalmente a causa dei seguenti fenomeni:

  • Migrazione di massa;
  • Soggiorno obbligato (specifico per l’Italia);
  • Fuga da guerre tra famiglie rivali;
  • Forte repressione da parte delle forze dell’ordine.

È interessante puntualizzare come, grazie alla globalizzazione, la repressione di attività criminali di questo genere in un luogo possa implicare un effetto negativo in un altro, che potrebbe diventare il nuovo centro di attività.

Il fatto che dei membri o degli interi gruppi mafiosi siano costretti a spostarsi non implica necessariamente il trapianto di tali organizzazioni, sono piuttosto le condizioni locali che ne favoriscono lo sviluppo.

Basandosi sulle caratteristiche e sullo scopo delle mafie, unitamente all’evidenza empirica, è possibile definire le principali condizioni che favoriscono l’innesto di organizzazioni criminali:

  • Bassi livelli di fiducia
    • generalizzata (verso il prossimo): spinge i cittadini a ricercare protezione, sia che si tratti di cittadini comuni che di criminali. Questi ultimi potrebbero far riferimento alla mafia per proteggersi da altri criminali;
    • verso le istituzioni: quando non si ritiene possibile affidarsi allo stato, i cittadini sono spinti a ricercare un’altra figura che possa prendere il suo posto.
  • Scarsa regolamentazione dei mercati: una funzione chiave dello Stato è definire e proteggere i diritti di proprietà e risolvere le controversie tra gli attori del mercato. Nei mercati legali, più uno stato è incapace di proteggere i propri cittadini e di risolvere le controversie tra gli attori dell’economia, maggiore sarà la richiesta di fonti alternative di protezione.
  • Mercati in forte espansione e incentivi per la creazione di cartelli: quando un mercato è florido e presenta ridotte barriere all’ingresso di nuovi attori, le aziende già presenti potrebbero cercare di opporsi alla nascita di nuovi concorrenti. La creazione di cartelli permette alle società di ridurre la probabilità di ingresso di nuove aziende. Nonostante questi accordi vengano spesso stipulati senza la necessità di ricorrere alle organizzazioni mafiose, è possibile che si richieda il loro sostegno al fine di garantire un maggior controllo e la protezione contro nuovi competitor. Esempi di settori avvezzi alla collaborazione con la mafia sono quelli delle costruzioni e dello smaltimento di rifiuti, in entrambi la competizione è locale e le barriere all’ingresso sono più basse rispetto ad altri mercati.
  • Ampi mercati illegali: la mafia offre protezione a tutte quelle attività che non possono essere protette dalla legge in quanto illegali. In questi mercati, le organizzazioni assumono il ruolo dello stato, dato che, oltre a proteggerne gli attori coinvolti, permettono che le transazioni e le diverse attività si svolgano quanto più agevolmente possibile.
  • Dimensioni del luogo d’interesse: pur tenendo in considerazione le caratteristiche appena viste, tendenzialmente un territorio di piccole dimensioni permette al fenomeno di svilupparsi più agevolmente, si pensi alla rete di reciprocità da creare, alla corruzione e al controllo, il tutto è più semplice in un mercato/territorio ridotto.

Sono due le condizioni che impediscono lo svilupparsi di gruppi mafiosi:

  • Economie basate sull’esportazione: è molto difficile per un’organizzazione controllare le esportazioni poiché dovrebbe essere in contatto con tutte le destinazioni delle merci al di fuori del territorio di appartenenza;
  • Presenza di altri gruppi di protezione che agiscono sul territorio, specialmente altre organizzazioni mafiose.[iii]

In conclusione, possiamo notare come il ruolo dello Stato sia fondamentale per evitare lo sviluppo di organizzazioni criminali di stampo mafioso e combatterne la diffusione.

Nonostante il ricorso alla giustizia sia fondamentale, è necessario che lo Stato agisca su più fronti, ad esempio modificando la regolamentazione dei settori a rischio, limitando così l’azione delle organizzazioni nei mercati leciti e illeciti. 


FONTI

[i] Rocco Sciarrone, “Il capitale sociale della mafia. Relazioni esterne e controllo del territorio”, p. 51-72, https://doi.org/10.4000/qds.1476 

[ii] Transcrime, “progetto PON sicurezza 2007-2013 – gli investimenti delle mafie”, pubblicazione: 25 ottobre 2013

[iii] Federico Varese (2011): Mafia movements: a framework for understanding the mobility of mafia groups, Global Crime, 12:3, 218-231 

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